Domande frequenti

Qui troverai tutte le informazioni sul latte e sui latticini, sui loro effetti benefici sulla nostra salute e alimentazione, su di noi e sull'industria lattiero-casearia in Alto Adige.

  • Come si fanno i buchi nel formaggio?

    Durante la stagionatura del formaggio, determinate colture batteriche convertono lo zucchero del latte in acido lattico. Da questa trasformazione viene liberata dell’anidride carbonica che tuttavia non può uscire nell’atmosfera attraverso la pasta e la crosta. Così si formano delle cavità di diverse grandezze, in cui si raccoglie il gas - e nascono i buchi nel formaggio.

  • È possibile surgelare i latticini?

    Il burro può essere surgelato senza problemi. Non ne risentono né la consistenza né il sapore. Anche la panna può essere congelata in porzioni, una volta scongelata si presta soprattutto a essere usata per cucinare. Allo stesso modo è possibile congelare anche latte fresco e formaggio fresco, tranquillamente, senza che la qualità ne risenta. Il formaggio da taglio si può congelare, diventa però asciutto e perde di sapore. Per questo si suggerisce all’occorrenza di comprarlo fresco e di consumarlo in breve tempo.

  • Perché il latte trabocca?

    Il latte è l’unico liquido che se portato a bollore forma una pellicina e trabocca. La responsabilità è delle proteine contenute nel latte: alcune di queste cagliano e formano una sottile pellicina in superficie. È lì che si concentra il vapore acqueo, si forma la pellicina e il latte trabocca.

    Consiglio: girando il latte durante la cottura, le proteine intrappolano piccole bollicine d’aria formando una schiuma. In questo modo è possibile evitare che trabocchi.

  • Cosa significa pastorizzare? Questo procedimento compromette la qualità del latte?

    Per pastorizzazione si intende il procedimento sviluppato da Louis Pasteur, con cui si scalda il latte per breve tempo a una temperatura di almeno 72°C. Tutti gli agenti patogeni, ossia quelli che portano malattie e che possono essere contenuti nel latte, vengono così eliminati, conservando però i suoi preziosi principi nutritivi.

  • Cosa si intende per omogeneizzazione?

    Omogeneizzare significa pompare il latte a una pressione di 150 Bar attraverso piccole valvole. Il grasso presente nel latte sotto forma di piccole palline, viene in questo modo rimpicciolito e redistribuito in modo uniforme. Così sarà più difficile per il grasso contenuto nel latte deporsi, rendendolo tra l’altro più digeribile.

  • Qual è la differenza tra il burro a panna dolce e quello a panna acida?

    Il burro a panna dolce viene prodotto direttamente con panna fresca. Il burro a panna acida, invece, si ottiene tramite fermentazione della panna inacidita. Non si può evitare che la panna diventi acida in breve tempo in masi e malghe, a causa delle difficoltà di tenerla al fresco nel modo opportuno. Oggi si apprezza il suo sapore particolarmente fresco, per questo alla panna destinata alla produzione di burro a panna acida vengono aggiunti in modo mirato batteri di acido lattico.

  • Che differenza c’è, tralasciando il sapore, tra latte di mucca e latte di capra?

    Un’importante differenza sta nelle caratteristiche dei grassi contenuti nel latte. Nel latte di capra sono presenti con un legame relativamente debole e possono essere elaborati facilmente dall’organismo. Questo rende il latte di capra più digeribile. Inoltre è una straordinaria fonte di aminoacidi, sali minerali e vitamine.
    Per alcune persone intolleranti alle proteine del latte vaccino (allergia al latte), il latte di capra e i suoi prodotti derivati possono essere una valida alternativa.

  • Che cosa hanno di speciale il latte e i prodotti a base di latte Mila?

    L’Alto Adige è stata la prima regione europea a introdurre su tutto il territorio un’alimentazione dedicata agli animali prodotta senza l’uso di tecniche genetiche. Questo significa rinunciare totalmente a mangimi geneticamente modificati e alla somministrazione di antibiotici, ormoni e additivi. Anche i mangimi acquistati dall’esterno hanno natura 100% vegetale e di conseguenza sono privi di OGM e altri additivi.

  • L’allevamento intensivo è sempre più criticato, in che condizioni vengono allevati gli animali dei masi associati alla cooperativa Mila?

    Un tipico allevamento Mila dispone in media di 14 mucche. Questa struttura ridotta offre molti vantaggi in termini di qualità e condizioni del bestiame, richiede però anche un grande impegno da parte dei nostri allevatori obbligandoli a impegnarsi in ulteriori attività lavorative.

  • Cosa viene dato da mangiare alle mucche Mila?

    Oltre alle erbe che trovano sui prati al pascolo o all’alpeggio o il fieno derivato dal taglio dei prati, anche i mangimi acquistati dall’esterno hanno natura 100% vegetale e di conseguenza sono privi di OGM e altri additivi.

  • Quantità e qualità: quanto latte producono i membri Mila?

    Ciascuno dei 2.300 soci Mila fornisce in media circa 90.400 kg all’anno. Questa quantità, estremamente ridotta se paragonata a quella del resto d’Europa, dipende soprattutto dalla strutturazione ridotta delle imprese contadine in Alto Adige: i membri Mila possiedono in media solamente 14 mucche per ogni stalla. Già questa struttura da sola significa essere orientati logicamente più alla bontà del latte piuttosto che alla quantità.
    Inoltre anche la retribuzione ai membri avviene tenendo in debita considerazione la qualità del latte fornito. In questo modo i produttori di latte Mila vengono spronati a produrre latte di alta qualità, piuttosto che a produrne in grande quantità.

  • È vero che nel latte UHT mancano la maggior parte dei principi nutritivi del latte?

    Tramite il trattamento ad alte temperature nel latte omogeneizzato è ridotta la concentrazione di vitamine sensibili al calore quali le vitamine B1, B6, B2 e l’acido folico. A seconda della temperatura, questa perdita può essere del < 10% a seguito di pastorizzazione, mentre nel caso dell’ultra pastorizzazione si va dallo 0 al 20%. La riduzione del contenuto vitaminico dipende tuttavia anche dal tipo e dalla durata della successiva conservazione. (Fonti: Renner 1982 / Eberhard, Bütikofer, Sieber 2003).

  • Come gustare al meglio Mila SKYR?

    Lo SKYR alla frutta viene gustato prevalentemente da solo, a colazione o come spuntino durante la giornata. Nella versione al naturale è ottimo insieme a frutta, muesli, miele, noci o frutta secca ed è molto versatile anche in cucina: nell’insalata, come salsa o ingrediente per dessert.

  • Come viene prodotto Mila SKYR?

    Mila SKYR viene prodotto con latte scremato, motivo per cui è povero di grassi. Per un chilo di SKYR servono circa 3 litri di latte: ecco perché è così cremoso e ad alto contenuto proteico. I batteri acidi del latte e il caglio microbico (non di origine animale) conferiscono al prodotto il suo gusto particolare. SKYR può essere consumato come lo yogurt, pur non essendolo: si tratta infatti di un prodotto a sé stante, a base di latte, con molte proprietà benefiche.

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